Arduino

L’ultima fase di questo progetto comprende l’utilizzo di Arduino e la stampa in 3D. Per l’occasione Simone Cavallo, studente dell’ Istituto Superiore per le industrie artistiche (ISIA) dell’ Università di Pescara, ci ha presentato e spiegato l’ utilizzo di Arduino e come la stampa 3D sia utile ed efficace in tutti i campi (sanitario, artistico, automobilistico, ecc).

Presto caricheremo il video con tutti i dettagli in proposito.

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Tema principale che affronteremo nel blog. Iniziamo con la Nave Vlora.

IL TEMA CHE TRATTEREMO IN QUESTO BLOG SARÀ SULLA DIFFUSIONE DELLE VARIE CULTURE NEL MONDO, FAVORITA DA DIVERSE CAUSE TRA CUI L’IMMIGRAZIONE. ABBIAMO DECISO DI INIZIARE CON LA VICENDA DELLA NAVE VLORA.
PS: vi diremo meglio, dei temi che affronteremo, nel video che caricheremo a breve.

Era il 7 marzo del 1991 quando l’Italia scoprì di essere una terra promessa per migliaia di albanesi. Quel giorno arrivarono nel porto di Brindisi 27mila migranti. Fuggivano dalla crisi economica e dalla dittatura comunista in Albania. In un primo momento se ne contarono 18mila, ma con il passare delle ore il numero di profughi salì a 27mila. La mattina dopo la città di Brindisi, al suo risveglio, si ritrovò di fronte a un’emergenza umanitaria. Nel porto c’erano decine di navi provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico. Il governo aveva dato l’ordine di fermarli, in attesa della fine delle trattative tra parlamentari italiani e autorità albanesi. Alla fine non fu possibile rimandare indietro i migranti, e verso le 10 del mattino del 7 marzo venne permesso alle navi di attraccare e ai profughi di scendere a terra. Ma l’Italia non era pronta ad accogliere un flusso migratorio così ampio, mancavano le strutture dove portare i profughi. Scuole, parrocchie, centri sociali diventarono punti d’accoglienza. Alcuni dei profughi sbarcati a Brindisi furono poi trasferiti in Sicilia, in Basilicata e alcuni addirittura ospitati in abitazioni private o ex istituti di assistenza sparsi in tutta Italia. Numerose le persone che avevano bisogno di cure e assistenza igienico-sanitaria. L’emergenza riguardava anche la presenza di molti minori che si erano imbarcati senza i genitori.
Qualche mese dopo l’arrivo, questa volta a Bari, di un’ altra ondata di migranti su una nave che arrivava dall’Albania. Era l’8 agosto di vent’anni fa quando, forzando il blocco navale, entrò in porto a Bari la Vlora. Fu il secondo grande sbarco in Puglia. Gli albanesi furono trasferiti dalla banchina del porto allo stadio della Vittoria. Quel giorno lascia impresso nella memoria collettiva le immagini della nave “Vlora” con a bordo migliaia e migliaia di persone. La nave dei profughi, prima respinta a Brindisi e dirottata a nord verso Monopoli, fu poi agganciata da rimorchiatori e ormeggiata nel porto del capoluogo pugliese.
Profughi_della_Vlora_in_banchina_a_Bari_8_agosto_1991